Trullo Cantanna

 

Brigida Cantanna

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Progetto PNRR [M1.C3INVEST.2.2 ”Architettura rurale”]  NextGenerationEU Codice CUP: B37B22001000004

La Tecnica del "Scuci e Cuci" sul Cono del Trullo

Come si ristruttura un trullo 

La ristrutturazione di un trullo è un processo affascinante, ma complesso, che deve sempre rispettare la sua architettura unica e i rigorosi vincoli paesaggistici e normativi della Regione Puglia (come il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale - PPTR).

Non si tratta di una semplice "ristrutturazione", ma di un restauro conservativo che mira a preservare la struttura originale, aggiornandola con i comfort moderni.

Ecco i passaggi fondamentali e le tecniche tradizionali utilizzate:
 

La Fase Preliminare (Conoscenza e Normativa)

Il primo passo è cruciale e richiede l'intervento di un professionista specializzato (architetto o geometra) nella ristrutturazione dei trulli.

Verifica dei Vincoli: Il trullo è un edificio protetto. È necessario ottenere l'Autorizzazione Paesaggistica prima di qualsiasi intervento, che garantisca la compatibilità del progetto con l'ambiente rurale circostante.

Diagnosi Strutturale: Si esegue un'analisi approfondita per valutare lo stato di degrado del trullo, l'entità delle infiltrazioni d'acqua e la stabilità delle murature e del cono.

Il Progetto: Deve prevedere l'uso di materiali e tecniche tradizionali pugliesi, escludendo l'uso di cemento armato o materiali industriali (soprattutto per le coperture).

Il primo passo è cruciale e richiede l'intervento di un professionista specializzato (architetto o geometra) nella ristrutturazione dei trulli.

 

Intervento sulle Murature e il Cono (Le Tecniche del Mastro Trullaro)

Questa è la fase più delicata e richiede la manualità di un esperto, il Mastro Trullaro.

 

Elemento

Tecnica Tradizionale

Obiettivo

Copertura (Cono)

"Scuci e Cuci" e Rimontaggio a secco

Sostituire le lastre di pietra esterne (chiancarelle) danneggiate o instabili con pietre locali, ripristinando la perfetta pendenza che garantisce l'impermeabilità. Le pietre vengono riposizionate a secco, incastrandole senza malta, proprio come in origine.

Murature Esterne

Rimozione di Intonaci Non Originali e Stuccatura con Calce

Riportare alla luce la pietra viva, rimuovendo vecchi intonaci cementizi. Le facciate vengono poi imbiancate con latte di calce (bianco naturale), un materiale traspirante che protegge dall'umidità e riflette il sole.

Interni

Eliminazione dell'Umidità di Risalita

Il problema principale nei trulli è l'umidità. Si interviene spesso con intonaci interni a base di calce e intonaci "deumidificanti" traspiranti per far respirare le spesse pareti in pietra e mantenere l'ambiente salubre.

 

 

L'Ampliamento e l'Adeguamento Abitativo

Per rendere un trullo abitabile secondo gli standard moderni, spesso si ricorre ad accorgimenti specifici:

Servizi Igienici e Cucina: Vengono ricavati all'interno degli spazi esistenti, spesso nelle nicchie (alcove) o nelle lamie (strutture adiacenti con tetto piano) per non alterare la struttura conica principale. 

Impianti: Si cerca di non intaccare le spesse murature in pietra. Si prediligono Impianti a vista (o nascosti nelle fughe e negli zoccoli).

Isolamento (Coibentazione): Non è consuetudine isolare termicamente l'esterno del cono, poiché la massa della pietra e la camera d'aria creata dalle due volte (intradosso ed estradosso) sono già efficienti. L'isolamento avviene sul pavimento e, se necessario, nella volta interna.

La chiave di tutta l'operazione è la fedeltà alla tradizione costruttiva, che garantisce non solo l'estetica, ma anche l'equilibrio termico e igrometrico del trullo.

Questo lavoro è di competenza esclusiva del Mastro Trullaro, l'unico in grado di eseguire la complessa arte della costruzione in pietra a secco.

 

La Tecnica del "Scuci e Cuci" sul Cono del Trullo

Il restauro della copertura conica è fondamentale perché il tetto, composto da lastre calcaree dette chiancarelle, è la difesa principale del trullo dalle intemperie e l'elemento che assicura stabilità alla pseudocupola interna.

Il processo si basa sulla tecnica detta "Scuci e Cuci" (smonta e ricomponi) e si articola in diverse fasi:
 

La Fase di Smontaggio e Pulizia
 

Rimozione e Catalogazione (Lo Scucio):

Il Mastro Trullaro comincia a rimuovere le chiancarelle (le lastre grigie esterne) partendo dal basso del cono e salendo verso il pinnacolo.

Le pietre rimosse vengono catalogate e accatastate con grande cura, spesso segnandole per ricordarne la posizione. Questo è cruciale perché, essendo sagomate a mano, ogni chiancarella è unica e deve tornare (se possibile) esattamente al suo posto per garantire la perfetta stabilità.

 

Verifica del Materiale di Riempimento:

Sotto le chiancarelle c'è uno strato di pietrame minuto e terra, chiamato "riempimento" o "controcono". Questo materiale ha una funzione impermeabilizzante e isolante.

Si rimuove il materiale degradato e si pulisce la superficie della volta interna (l'intradosso), che di solito è costituita da pietre più regolari tenute insieme da terra e poca calce.

 

L'Intervento Strutturale e Isola (Opere Nascoste)

Questa fase è invisibile a lavoro finito, ma è vitale per la funzionalità moderna:

Rinforzo e Consolidamento: Se la volta interna (il "cielo" del trullo) presenta lesioni o instabilità, si interviene consolidando la struttura interna con materiali compatibili (spesso malte a base di calce idraulica naturale, che sono traspiranti).

Isolamento Termico e Impermeabilizzazione: Per adeguare il trullo ai moderni standard abitativi, sul cono interno viene posato uno strato leggero di materiale isolante traspirante, come il sughero granulato o l'argilla espansa. Questo garantisce un miglior comfort termico senza compromettere la traspirabilità della pietra.

 

La Ricostruzione (Il Cucito)

Il Mastro Trullaro procede ora al rimontaggio del tetto, lavorando esclusivamente a secco, proprio come se stesse componendo un puzzle:

Riposizionamento delle Chiancarelle: Le lastre di pietra vengono rimesse in opera in file concentriche, sovrapponendosi leggermente in modo da garantire la pendenza e il deflusso dell'acqua piovana. La pendenza è essenziale: se non è corretta, l'acqua si infiltra.

La Funzione del Pinnacolo: All'apice del cono viene posizionata la "pietra di chiave" o pinnacolo. Questa pietra non ha una funzione strutturale portante (come in un arco), ma serve a sigillare l'ultimo anello di chiancarelle. Il pinnacolo ha spesso una forma scolpita (croce, sfera, disco) con valenze simboliche.

 

La Finitura

Imbiancatura del Pinnacolo: Solo la base del pinnacolo e il primo anello di pietra sotto di esso vengono tradizionalmente imbiancati con latte di calce. Il resto del cono rimane nel colore naturale e grigio della pietra.

Sigillatura Superiore: La parte alta del cono viene rifinita con un leggero strato di calce idraulica naturale per assicurare una perfetta sigillatura contro le infiltrazioni nel punto più vulnerabile della copertura.

In sintesi, la ristrutturazione del cono è una dimostrazione di bioedilizia ante litteram: si smonta un tetto (fatto per essere smontabile), si risolvono i problemi interni (struttura e isolamento) e lo si ricompone esattamente come prima, rispettando l'equilibrio della pietra a secco.

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